martedì 11 dicembre 2007

Cognizione normativa e morale (proposto da Rosaria Conte)

Che rapporto c'é le norme e l'azione morale, fra ragionamento "deontico" e ragionamento morale, fra azione normativa e buone o cattive disposizioni morali?

1 commento:

Anonimo ha detto...

Credo che l'intervento sollevi due problemi specifici: 1) la natura del giudizio morale; 2) la natura dell'azione morale. Il primo punto solleva questioni riguardanti le capacità cognitive ed emotive sottostanti alla facoltà del giudizio morale; il secondo punto invece riguarda una teoria dell'azione. Provo a dare qualche riflessione casuale sui due punti.

1) Recentemente è stato tradotto in italiano un bel libro di Hauser, Menti morali. Hauser vuole dimostrare che esiste, negli esseri umani, uno stock innato di capacità di valutazione morale delle azioni. Come ogni capacità umana, anche questa ha probabilmente un suo periodo critico di sviluppo, superato il quale la capacità di valutazione morale delle azioni vien meno. Secondo lui il giudizio morale si articola in tre fasi: a)valutazione cognitiva di un'azione; b)giudizio dell'azione; c) ragioni giustificative ed emozioni. Posto che abbia ragione, una sfida per le neuroscienze cognitive sarebbe individuare le possibili aree cerebrali che si attivano durante queste fasi.

2) Una volta che viene attuata una valutazione morale, non è detto che ne consegua un'azione coerente. L'azione morale, secondo me, è un caso specifico di azione basata su regole. Non ho le basi per dire se siano stati fatti dei progressi sostanziali in questi temi.

Spero di avere dato uno spunto di riflessione.

Daniele